I leader della sanità mondiale chiedono una ripresa verde

Inizione al braccio di una donna

#HealthyRecovery

350 organizzazioni mediche, da 90 paesi (quasi la metà della forza medica mondiale), ha firmato una lettera ai leader del #G20 per chiedere una ripresa economica che consideri gli effetti a lungo termine delle decisioni politiche sulla sanità mondiale.

L’esistenza di questa lettera mi colpisce fortemente, perfino mi commuove. Pensare che siamo arrivati al punto in cui la forza medica, che noi tutti abbiamo retoricamente ringraziato in questi mesi, sia arrivata al punto di implorare i politici di fare il loro lavoro come ci si aspetterebbe.

Qui di seguito ho tradotto alcuni dei passaggi più incisivi. Da stampare in testa:

Siamo stati testimoni di morte, malattia e sofferenza mentale a livelli mai visti da decenni.

Questi effetti sarebbero potuti essere parzialmente mitigati, o perfino gestiti da investimenti adeguati in preparazione alle pandemie, sanità pubblica e protezione delle risorse naturali.

Già prima del covid-19 l’inquinamento dell’aria causava 7 MILIONI DI MORTI PREMATURE OGNI ANNO.

Una ripresa davvero sana non permetterà all’inquinamento di sporcare l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo. Non permetterà il #cambiamentoclimatico e la #deforestazione.

Se i governi intraprendessero delle riforme profonde agli ATTUALI SUSSIDI AI COMBUSTIBILI FOSSILI, muovendo questi stessi capitali verso la produzione di energia rinnovabile pulita, la nostra aria sarebbe più pulita e le emissioni climatiche fortemente ridotte, la ripresa economica globale sarebbe spinta da un incremento del PIL mondiale di 100 trillioni di dollari da adesso al 2050.

La cancellazione della COP26 svela l’inazione di governi e istituzioni

Si doveva tenere a Glasgow il prossimo Novembre, con la partecipazione dell’Italia che avrebbe dovuto tenere i prevertici a Milano e a Roma.

La stessa cosa è accaduta alle Olimpiadi, che diventano Tokyo2021. Ci sarà poi Euro2021. Le varie Champions League, Europa League sospese. Il Covid19 è l’evento che di prepotenza e senza pianificazione si è preso tutta l’attenzione per il 2020.

Però la più importante conferenza internazionale sull’emergenza climatica non è un evento sportivo. Rimandarla non significa soltanto perdere dei contratti pubblicitari e mettere a riposo forzato gli atleti. Rimandarla significa perdere un anno. Purtroppo il tempo è l’asset più importante che abbiamo nella lotta ai cambiamenti climatici.

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